martedì 7 ottobre 2014

BRUNO MURIALDO: 40 SCATTI DI UNA GINA LAGORIO INEDITA


foto Bruno Murialdo 


Sono molto emozionata nel parlare di questa mostra.

Molti già lo sanno, ma in questo caso vale la pesa ripeterlo: il nome stesso "Evvivanoé" fu scelto proprio in omaggio alla scrittrice Gina Lagorio e del suo "Tra le mura stellate".

Questo libro come un vero affresco raffigura una Cherasco narrata per storie, come un piccolo palcoscenico che ha come scenografia l'Arco del Belvedere, le vie a scacchiera, Palazzo Salmatoris, i Bastioni, i portici, l'orologio della Torre Comunale...
Sulla scena invece le vicende in più atti di diversi personaggi: gente realmente esistita che qui condusse la propria esistenza. E poi ancora la Storia che qua e là si insinua tra il racconto, quella "importante" che a Cherasco - molto spesso - ebbe grandi fatti da ricordare e celebrare.

La scrittrice alla fine del libro, dedica un capitolo a "Evvivanoé" e narra di come questo fosse un grido bene augurante, la benedizione di tutto l'anno, e che di come gli abitanti di Cherasco, fino a un secolo fa,  si scambiassero questo modo di dire tra di loro, come un saluto propizio.

Questa mostra è possibile grazie a Bruno Murialdo, un fotografo straordinario che ho avuto la fortuna di conoscere e che ha fotografato Gina Lagorio nella "sua Cherasco": in questi 40 scatti inediti ci racconta un po' di lei e grazie alla sua sensibilità particolare di artista e al suo occhio in grado di cogliere certe espressioni uniche dei soggetti, in queste foto vediamo la scrittrice certo, ma anche e soprattutto, la donna.

Sabato 11 ottobre alle 17,30 ci sarà l'inaugurazione della mostra in galleria.
Sarà un momento speciale per "Evvivanoé" e spero anche per chi passerà a visitarci.


"Evviva Noé/ sapete perché/ perché fu l'autore/ del dolce liquore/ che allegri ci fa/ tralallà, tralallà"
[Tra le mura stellate, Gina Lagorio]

giovedì 2 ottobre 2014

MARTHA NIEUWENHUIJS E LA SUA STORIA



Pour peindre un oiseau, 2007


Martha Nieuwenhuijs è vissuta in un ambiente artistico e cosmopolita che l'ha portata a spostarsi spesso da un posto all'altro, vivendo in vari Paesi Europei.

Nasce in Olanda, poi si trasferisce in Svizzera, poi ancora ad Albissola...Perché in Italia e perché proprio in Liguria?
In quel periodo il suo secondo padre Asger Jorn, artista danese, viene invitato in Italia dall'amico Enrico Baj proprio ad Albissola, la “capitale della ceramica”. Qui, presso lo studio di Lucio Fontana, si riuniscono numerosi artisti dell'epoca, come Corneille, Matta e Scanavino.

Martha ha la possibilità così, fin da piccola, di respirare un'aria internazionale, di sperimentazione artistica e lei stessa, bambina si avvicina alla ceramica sotto la guida del padre. Questo mondo colorato e ricco di stimoli ha sicuramente aperto la sua mente alla fantasia, alla creatività e alla libertà di espressione.



Piume d'oro, 2014




Dall'Olanda alla Danimarca, dalla Francia alla Svizzera, da Albissola ancora a Parigi e poi, dal 1966, a Torino. Tanti spostamenti ma un punto fermo: l'arte. Il suo primo padre, Constant, è una figura importantissima per lei, anche per la sua formazione artistica. Constant Nieuwenhuijs, artista e architetto olandese, fu uno dei fondatori del gruppo sperimentale artistico COBRA, nato a Parigi nel 1948, poi del Situazionismo e in seguito del “New Babylon”, la città utopica.

Ma fu anche pittore e Martha seguirà molto da vicino il suo panorama artistico ispirato a Tiziano e a Cézanne e le sue trasformazioni artistiche che saranno un background imprescindibile per il suo bagaglio personale.